Box 37

LUCA……Volpe

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MAURIZIO……Mauri

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Descrizione e Tecnica del Telaio

DESCRIZIONE SOMMARIA DEL TELAIO: Il telaio è l’ossatura della moto. Permette di collegare tutte le parti che compongono la motocicletta: La forcella e il braccio che oscilla, con il motore. Il telaio deve essere sufficientemente resistente per sopportare le deformazione senza rompersi. Ma deve anche permettere il movimento degli elementi sospesi. Una moto deve avere in qualsiasi circostanza le sue ruote allineate nello stesso piano longitudinale. È la rigidità del telaio che permette ciò.

Un telaio è definito da 5 caratteristiche principali o valori (di angoli o di lunghezza) che sono importanti per il comportamento finale della moto.

1.INTERASSE: Si misura prendendo la distanza tra gli assi delle ruote anteriore e posteriore. La lunghezza determina soprattutto la stabilità della moto: Più la lunghezza è grande, più la moto sarà stabile , ma più sarà difficile da curvare. Più la lunghezza sarà breve, meno la moto sarà stabile ma più sarà facile fare le curve.
2. ANGOLO DI STERZO: è l’angolo che passa tra la verticale dell’asse della ruota anteriore e l’asse della colonna dello sterzo. Più quest’angolo è stretto, più la moto sarà facile da far curvare, ma ciò potrà generare vibrazioni e nervosismo. Per contro più l’angolo sarà grande, più la moto sarà stabile ma difficile da curvare.
3. STERZO: Distanza al suolo tra l’asse della colonna dello sterzo e la verticale che passa per l’asse della ruota anteriore. Lo sterzo dipende dall’angolo di sterzo, e determina la stabilità della moto. Se lo sterzo è poco, la forcella è troppo verticale, e la moto diventa “troppo” reattiva ed avrà difficoltà a tenere la traettoria. È necessario ottenere un valore di sterzo che permette un compromesso tra stabilità e maneggevolezza.
4.SFILAMENTO FORCELLE:È la distanza tra l’asse della colonna dello sterzo ed i tubi della forcella. VANTAGGI: Aumentare il divario tra i tubi forcella e la colonna dello sterzo diminuisce lo sforzo necessario al pilota per girare il manubrio. N.B: Aumentando la distanza ciò aumenta anche la stabilità della moto senza cambiare il valore di sterzo.
5.BARICENTRO: È il punto in cui si concentra la massa della moto e sul quale tutte le forze esterne agiscono. La posizione del centro di gravità la influenza anche la tenuta di strada. VANTAGGIO: Un centro di gravità basso migliora la stabilità in linea retta

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NOZIONI

In pista è facile: si arriva in velocità, si frena il più tardi possibile abbinando frenata e piega, e si alleggerisce la pressione sul punto di corda. Premendo poi sulla pedalina interna e raddrizzando la moto il più rapidamente possibile, si accelera a fondo in vista del punto di uscita.

Facile, no? Calma, la guida su strada è tutt’altra cosa. Innanzitutto, è necessario moderare la velocità di entrata. Frenare bene in linea, con il freno anteriore e posteriore per ottimizzare l’efficacia; attenzione a dosarli correttamente, soprattutto sotto la pioggia. Se, in teoria, una curva prevede tre sezioni, ossia l’entrata (in cui la velocità è già definita e si disegna la traiettoria), il punto di corda (che corrisponde al punto di maggiore inclinazione e di transizione frenata/accelerazione) e l’uscita (rimessa in linea e accelerazione), i limiti della strada rendono preferibile sacrificare questi principi e privilegiare gli imperativi di visibilità e sicurezza. Vi consigliamo di adottare una guida “fluida”.

Per definizione, non si sa mai cosa si nasconda dietro a una curva. Anche se l’avete già fatta un milione di volte e pensate di poterla affrontare ad occhi chiusi, sappiate che la strada può sempre celare delle insidie.Una striscia di fango, la ghiaia, delle foglie morte, una macchia di gasolio, sono tutti pericoli che possono provocare un incidente. Anche su un terreno conosciuto, guidare a vista e anticipare le insidie è una regola assoluta. La strada non è una pista e quindi non è un ambiente sicuro.

Le migliori sensazioni in motoAnche se la competizione non vi attira, dovete avere una conoscenza di base in materia.

L’entrata Esistono numerosi tipi di curva, tutti completamente diversi tra loro e fonte di infiniti piaceri che si rinnovano durante la guida. L’entrata in una curva è il momento che segue l’avvicinamento e in cui si riduce la velocità frenando e scalando le marce.
Su strada, è bene privilegiare la sicurezza e la visibilità, mentre in pista potete usare tutta la larghezza a disposizione ed entrare in curva ad una velocità molto maggiore. 
Il punto di corda È il centro della curva, il punto di massima inclinazione, la cui definizione è più importante in pista che su strada, dove sono prioritari la sicurezza, la visibilità e l’anticipo. In teoria, il punto di corda segna inoltre la transizione tra la fase di frenata e quella di accelerazione. 
L’uscita Tracciate ora una tangente virtuale per riprendere e mantenere la traiettoria, accelerando senza esagerare, per evitare l’high side sempre in agguato (distacco della ruota posteriore in caso di accelerazione intensa), ma in crescendo per recuperare velocità (rispettando i limiti di legge) sul rettilineo. In pista, è fondamentale in questa fase spostare il corpo e appoggiarsi sulle pedaline.

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